Dalla fuga all’accoglienza lungo la rotta balcanica

By on November 20, 2020

 

 

“Il 2015 è l’anno dell’esplosione della nuova emergenza migratoria con 1,8 milioni di “attraversamenti irregolari delle frontiere” europee e della definitiva chiusura della “Fortezza”. Gli arrivi dal mare superano quota 1 milione; 141. 846 gli attraversamenti irregolari delle frontiere censiti da Frontex nel 2019, 5.987 gli attraversamenti lungo la rotta balcanica tra gennaio e aprile 2020 registrati da Frontex

The game è il termine che viene dato dai migranti al tentativo di attraversamento di una frontiera: nel 2017 Medici Senza Frontiere pubblica il rapporto “Games of violence” nel quale denuncia gli abusi subiti dai minori e perpetrati dalle polizie ungheresi, bulgare e croate. L’Unchr ha stimato che tra gennaio e settembre 2019, circa 4.868 persone sono state respinte dalla Croazia in Bosnia o in Serbia, ma i numeri potrebbero essere molto più alti.

Fonte: La rotta balcanica, migranti senza diritti nel cuore dell’Europa.- Rivolti ai Balcani

https://www.meltingpot.org/IMG/pdf/la-rotta-balcanica-rivolti_ai_balcani.pdf

Ma c’è anche un’Europa dell’accoglienza: quella di IPSIA e Caritas che insieme ad altre organizzazioni si sono attivate fin dall’estate 2015 sia con la distribuzione di aiuti umanitari ai migranti in transito o in sosta sia con interventi di supporto psico-sociale e quella di Don Massimo Mapelli che alle porte di Milano ha trasformato un bene confiscato alla mafia in una casa di accoglienza, gestita dall’Associazione “Una Casa Anche Per TE” Onlus.

Lunedì 23 novembre ore 20.30 ascolteremo la testimonianza diretta di Silvia Maraone-esperta di Balcani e migrazioni, coordinatrice dei progetti lungo la rotta balcanica di Ipsia ACLI e Caritas e dei ragazzi accolti da Don Mapelli.

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